OniFestival

Gli Artisti

3 Dicembre

Rassegna di Tenores e Musiche Polifoniche 

Tenore San Gavino

Oniferi (Nu)

L’Associazione Culturale Tenore San Gavino di Oniferi è impegnata da molti anni nella pratica e nella diffusione del canto a tenore, con la finalità di valorizzare il patrimonio musicale, letterario e linguistico della Sardegna. Il gruppo nasce negli anni ’70 e prende il nome del santo patrono di questa piccola località in Barbagia.

La loro prima pubblicazione, intitolata semplicemente Tenores S. Gavino “Oniferi” (1987) è una musicassetta. La formazione comprende i tre fratelli Francesco, Giovanni e Carmelo Pirisi – rispettivamente boche, contra e mesu boche – e il bassu potente di Pietro Paolo Brau. La scomparsa prematura di Brau spinge i fratelli Pirisi a cercare un sostituto, che viene trovato nel bravo Raimondo Pidia. Il 1994 vede l’uscita del primo lavoro in CD della nuova formazione: A s’omìne. L’album mette in evidenza la grande attenzione di Francesco per i testi: la maggior parte dei brani è costituita da poesie di Montanaru, autore desulese contemporaneo i cui componimenti vengono raramente utilizzati nel canto a tenore (si prediligono i poeti dell’ottocento Mereu, Mossa Murenu). Il successivo CD A s’indira (1997) conferma l’alta levatura del Tenore San Gavino: due solide voci gutturali, una mesu boche fantasiosa e una boche forte e mai ripetitiva, conferiscono al coro un timbro inconfondibile e affascinante. La fama del gruppo ha ormai varcato i confini della Sardegna e i quattro di Oniferi si esibiscono nel resto d’Italia e all’estero (Stati Uniti, Belgio e Svizzera).
Nel 1999 esce un CD per l’americana Music of the World, intitolato Poliyphonic Singing from Sardinia: l’album contiene brani estratti dai due lavori precedenti, più alcuni inediti. Nel giugno 2000 esce Su Banzigu, nuovo lavore del gruppo di Oniferi, ormai considerato tra le migliori espressioni della vocalità del centro-Sardegna.

Nel 2004 a Parigi l’UNESCO ha attribuito al canto a tenore il riconoscimento di patrimonio intangibile dell’umanità e Oniferi ha rappresentato la Sardegna esibendosi davanti alla Commissione. Già in passato ha avuto modo di sperimentare l’efficacia delle tecnologie interattive (p. es. nella mostra Abitare la Musica, acquisita al patrimonio della regione Sarda) e ora, forte di quella esperienza, vorrebbe esplorare la civiltà dell’immagine e veicolare il canto a tenore in combinazione con il linguaggio della video arte, avvalendosi della professionalità del regista multimediale Francesco Casu.
Ultimamente ha realizzato un progetto che prevede la proposta di brani cantati, accompagnati da partiture visive a tema e da sottotitoli nei quali si rappresentano i testi in sardo, italiano o inglese. ( da sito web https://www.isolecheparlano.it/)

Tenore Sos Battor Moros

Fonni (Nu)

Era il 14 agosto del 1978 quando quattro allo giovanissi di Fonni si presentarono sul palco a Fonni con il batticuore e la voce tremolante dall’emozione. Per mesi, quasi per gioco, si ritrovavano da quasi due anni in una casa di campagna alla periferia del paese per provare e riprovare il canto a tenore, quel “cuncordu” appreso nella scuola impropria dei bar dove voci storiche come tiu Pietrinu Puddu e tiu Cristolu Bottaru, riunivano i loro guppi per cantare e salire il cattedra.

Non avevano ancora un nome Mario Mureddu, Salvatore Mulas, Giuseppe Bua e Franco Mureddu il giorno dell’esordio. Solo quando fioccarono gli inviti alle varie serate decisero di chiamarsi “Sos battor Moros”. Sono passati 40 anni e quelli “sbarbatelli” (senza dimenticare Giuseppe Duras e Tore Falconi), oggi possono fare un primo bilancio, insieme a tanti altri capaci di sostituire temporaneamente o in maniera stabile i componenti che soprattutto per lavoro hanno dovuto lasciare Fonni.

Tenore Su Riscattu

Lodè (Nu)

Tenore Sant’Elene

Dorgali (Nu)

Coro Paulicu Mossa

Bonorva (Ss)

04 Dicembre

Rassegna di Canti Logudoresi a Chitarra

Pino Masala, Franco Figos, Marco Manca e alla Chitarra Bruno Maludrottu

Rassegna di Canti Logudoresi a Chitarra

Gruppo Musica Etnica, Fabio Calzia, Federico di Chiara, Paride Peddio

17 Dicembre

Unavaltaluna (Sicilia)

Gli Unavantaluna si formano nella primavera del 2004 a Roma dall’incontro di quattro musicisti originari della Sicilia orientale (in particolare dell’area etnea e peloritana). Fin dall’inizio il repertorio è caratterizzato da un equilibrio tra le forme musicali della tradizione siciliana e l’innovazione, sempre nel solco dei canoni musicali isolani: spiccano l’interpretazione di grandi classici della musica siciliana (La pampina di l’alivu, Mi votu e mi rivotu, Ciuri, ciuri, Vitti ‘na crozza), nonché tarantelle, contraddanze, cunti, canti della tradizione marinara e contadina, oltre agli inediti in lingua siciliana.

Il nome riprende l’inizio di una filastrocca siciliana («Unu avant’a Luna, due il bue […]») pronunciata durante il gioco della cavallina, diffuso in tutta la Sicilia e accompagnato da versi che mutano da zona a zona dell’isola[1].

Nel 2006 pubblicano il primo album, Cumpagnia di musica sixiliana, seguito quattro anni dopo da Novi jorna novi misi. Frammenti di un oratorio popolare, interamente incentrato sui canti tradizionali siciliani del periodo natalizio, in particolare della novena. Nel 2013 esce il terzo lavoro discografico, Isula ranni (‘Isola grande’), composto da un doppio cd, il secondo dei quali interamente inciso con brani inediti[2].

Nello stesso anno vincono la sesta edizione del “premio Andrea Parodi” – un festival della world music organizzato annualmente a Cagliari dalla fondazione dedicata al cantautore sardo di origini liguri – con il brano Isuli[3], riconoscimento ulteriormente accresciuto dai premi per il miglior testo (ex aequo con Francesca Incudine) e per il miglior arrangiamento[4].

Nel 2016 si esibiscono presso la cappella Paolina del palazzo del Quirinale nell’ambito de I concerti al Quirinale trasmessi da Rai Radio 3, insieme con Eleonora Bordonaro (voce) e Puccio Castrogiovanni (marranzano)[5][6]. Nel 2017 vengono annoverati, insieme con Alfio Antico, Mario Incudine, Carlo Muratori e i fratelli Mancuso, tra le «figure di spicco della musica folk siciliana» nella sesta edizione italiana della guida Lonely Planet sulla Sicilia[7].

L’ensemble si avvale della collaborazione con artisti come Ashraf Ahmad Mohamed (tabla egiziana), Elvin Dhimitri (violinista albanese), Yannis Vassilakos (bouzoukista greco), Nando Citarella (cantante) e Gaspare Balsamo, cantastorie siciliano[8]. Nel 2016 gli Unavantaluna avviano Sònira e Sonos, un progetto artistico con Elena Ledda sulla musica tradizionale delle due maggiori isole italiane, Sicilia e Sardegna[9]; nel 2017 con Ziad Trabelsi e Simone Pulvano realizzano La petite Sicile, uno spettacolo pertinente alla comunità siciliana di Tunisi[10], e partecipano a Caruso, un’opera coreografica ideata da Mvula Sungani, dedicata a Enrico Caruso e messa in scena al teatro Olimpico e al teatro Vascello di Roma[11].